Fermi

Ma se invece si stesse tutti fermi.

Se nessuno facesse sto passo avanti, se tutti ci chiudessimo in casa, a controllare che il nostro cubo di intolleranza (verso gli altri o verso le cose, verso le situazioni, verso i posti) rimanga stabile, grigio scuro, senza un graffio, bagnato 2 volte al giorno e lontano dalla luce per l’amor del cielo, che le nuvole non lo possano vedere e i raggi del sole non lo possano sentire neanche a distanza.

Se facessimo tutti così, se dicessimo “Io non mi muovo di qui, sono come su un’asse in bilico su una duracell, la mia vita continua serena se non mi sposto di un millimetro”, che gusto ci sarebbe?

Se nessuno mollasse tutto per andare a lavorare dove vuole, se tutti la domenica pomeriggio dormissimo invece che prendere la macchina e portare i piedi dove possano liberarsi, se coprissimo l’obiettivo in attesa della foto giusta, che gusto ci sarebbe a guardarsi intorno?

Non potremmo neanche invidiare gli  altri, non potremmo neanche dire”ah che fortunato quello lì che lavora in Australia”, nonostante, se avessimo la possibilità, avremmo paura di prendere l’aereo, di lasciare tutti, del sole troppo caldo, del deserto troppo arido, dei cactus troppo spinosi, dei calci dei canguri, dell’haka degli all blacks, di vivere una volta sottosopra, avremmo paura della sensazione che si prova a fare una scelta che dipende da noi, e basta.

Se restassimo tutti fermi.

Il mondo si muoverebbe ancora?

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