cinismo con tutto il cuore

Posto che se hai una reflex sei un fotografo e se hai un blog sei uno scrittore e se hai le tette sei tutto quello che vuoi, posto.

I recenti avvenimenti a sfondo nero hanno risvegliato una categoria di persone / miei amici di facebook che hanno tutta o forse solo buona parte della mia stima.

I cinici che ce la mettono tutta.

Questa categoria di persone ha acceso il mio interesse perchè obiettivamente ci vuole costanza, e perchè a volte mi ci ritrovo immersa, anche se spesso è solo incomprensione e mancanza da parte mia di un cartello con scritto sarcasmo (cit.).

Ma forse è meglio se mi spiego…

I cinici che ce la mettono tutta spuntano fuori ogniqualvolta spunti fuori un avvenimento di cui parlano tutti su facebook, e di cui ovviamente ritengono non sia il caso di parlare perchè la superiorità e il distacco si dimostrano così di questi tempi.

Nonostante questo, ogni cinico che ce la mettono tutta ha un punto di fumo per cui se non ne parla anche lui si brucia e non si può più mangiare che mi ha insegnato un mio amico biotecnologo che fa male.

Giunti a questo punto di non ritorno, il soggetto in esame DEVE parlarne anche lui: che sia la morte di Steve Vai, che sia la nuova stagione del GM, è proprio più forte di lui. Ne parlano tutti, è impossibile astenersi.

Come fare però a mantenere il proprio status socialmediale di persona distaccata e  cinica?? C’è forse un modo per essere distaccati ma allo stesso tempo no??
E così nel tempo questa categoria di persone squisite ha sviluppato un  comportamento che Darwin SICURO riterrebbe il migliore, secondo il quale se non posso parlarne sicuramente posso parlarne male.

Per l’esattezza posso mettermi dall’altra parte.

Quella parte da cui non si metterebbe nessuno che son tutti troppo checche per prendere posizioni così importanti e rischiose come me che sono non solo cinico e distaccato ma anche molto coraggioso.

Fase uno, quindi, trovare l’idea comune.

Questa fase prende metà del tempo dedicato al social network del soggetto in esame: bisogna essere sicuri dell’idea di tutti che poi sennò capita che dico la parola con cui  è d’accordo qualcuno e mando tutto affanculo che ci ho perso un pomeriggio.
Per questo il cinicissimo aspetta che tutti abbiano detto la loro, anche perchè obiettivamente il momento adatto arriva quando nel teatro ci sarebbe l’uscita di scena: quando inizia a non parlarne nessuno però sono ancora tutti carichissimi con sta storia.
E quindi si aspetta un po’.
Dopodichè si passa alla fase “scegliere le parole giuste”; questa si concatena con tutto quello detto in precedenza e in realtà è già stata spiegata.

Che se voglio essere davvero quello che dà l’ultima battuta sarà il caso che la spari abbastanza grossa.
E così finalmente arriviamo allo stato di facebook che si contraddistinguerà sicuramente per l’originalità (in fondo è quello il punto: se non sei originale sei fuori. Me l’ha detto Darwin adesso).

E come si può essere originali ma cinici e simpatici ecc ecc?

Ci sono un paio di vie che il nostro sceneggiatore di Boris può intraprendere: si può lamentare di chi si lamenta (e questo per un certo verso lo capisco), si può lamentare del fatto accaduto, aggiungendo che chissenefrega che se è morto se l’è cercata, oppure la può buttare sul ridere.

E qui si apre una parentesi enorme:  per dirla in modo molto breve, buttarla sul ridere significa raschiare il fondo del barile delle battute che si tramandano da quando l’uomo ha imparato ad andare al bar; e non ci si ferma agli stati di facebook, anzi, ci sono interi simpaticissimi gruppi di facebook che si spremono le meningi per tirare fuori battute esilarantissime originali quanto i servizi di striscia la notizia con annesse risate sincopate.

Ma forse è il caso di scrivere sto paio di cartelle apposta per loro, perchè  è  davvero un mondo magico quello di coloro che credono di essere originali facendo battute su ebrei, donne, neGri e religione.

Insomma, in sostanza il cinicostocazzo ha bisogno di dire la sua opinione sul fatto da rotocalco del giorno, in voga nell’ultimo periodo la morte di qualcuno (rendiamoci conto di che esseri siamo, se arriviamo a dare un’opinione sulla morte  di qualcuno) e non può farne a meno. Quindi tira fuori una stronzata qualsiasi  perla degna della miglior letteratura che lo mantenga distaccato dai fatti, anzi che lo faccia sembrare schifato dalla situazione, che confermi la sua superiorità intellettuale, e che spiazzi tutti per l’originalità e il tempismo.

E così (e vi ringrazio per questo) si può assistere a una netta divisione (l’umanità ha il derby nel dna) tra coloro che si esaltano e coloro che si esaltano al contrario, che ce la mettono tutta, che concentrano il loro entusiasmo nel dimostrare che loro no, loro, soli, stanno da questa parte da cui non sta nessuno, quella più difficile, più coraggiosa, quella che se muore qualcuno ma io l’ho sempre detto che sarebbe morto prima o poi, che cazzo sto qui a scrivere su facebook a voi poveri decerebrati che non potete capire il mio totalmente asettico stato d’animo.

E tutto questo per un paio di like: che poi è il motivo per cui mi ritrovo la bacheca invasa da cuoricini con allegate immagini di Steve Jobs e Marco Simoncelli.

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